lunedì 3 marzo 2014
Cervelli in fuga
Facciamo attenzione però, esistono due tipi di cervelli in fuga; il primo è quello fatto di giovani ricercatori, accademici o semplici lavoratori consapevoli che in Italia non potranno mai ne realizzarsi e ne tantomeno valorizzarsi.Volendo potrei muovere mille critiche verso questa categoria, rea di lasciarmi in pasto ad un esercito di figli di qualcuno o di veline il cui unico merito scolastico è stato quel 30 e lode in Lewinskologia applicata, tuttavia la mia non vuol essere in alcun modo una critica verso questo gruppo… anzi, sono d’accordo con chi va a cercare un futuro fuori, lontano da questo sistema oligarchico e cannibalistico.No, la mia non è una critica verso i primi ma un accorato appello verso il secondo tipo di cervelli in fuga, a loro va questo messaggio:
Vi supplico… portatevi via anche il corpo perché mi sono rotto il cazzo di ritrovarmi sempre qualche imbecille lobotomizzato fra i piedi !!
Quando inizia ufficialmente l’estate?
Scherzi a parte, li vedo e mi sovvien l’eterno… che ci posso fare se ho sempre avuto sti caspita di neuroni dromomani?E non si scappa, puntualmente ogni anno alla vista del primo Canadair (oltre ai coglioni) mi girano sempre gli stessi pensieri; in Sicilia non è che c’abbiamo la foresta amazzonica, di boschi che avremo? Si e no meno del 15% del territorio.Di forze di polizia e compagnia bella invece? Difficile fare un calcolo, sinceramente non ci riesco proprio ma di sicuro sono un’infinità.A Fiumefreddo saremo all’incirca un 10.000 abitanti con un 20 vigili urbani? Fatti un giro e poi mi dici quanti ne vedi per le strade, il bello è che se ne hai bisogno ti puoi serenamente attaccare al tram, non sia mai che si ha necessità di una pattuglia della polizia o peggio ancora di dover fare una denuncia dai carabinieri… “Tonni domani che c’è il collega adibito apposito alle denunce in questione”, cchi ddici ?? Ma al corso i professori di Taliano dove ve li trovano?E non si riesce a farli schiodare da quegli uffici manco in caso di terremoto tranne ovviamente nei giorni della “Sagra del manganello”…
Ora, torniamo a noi, con una così esigua percentuale di territorio boschivo e un numero così alto di personale di polizia varia, ma dico io, ma glielo vogliamo fare guadagnare onestamente lo stipendio a questa élite di fannulloni privilegiati si o no? E volendo ci vuole anche poco, basta solo costruire una garitta ogni tot kmq. di bosco e metterci dentro un agente munito di fucile di precisione, becchi il piromane di turno? BAHMM, na bella fucilata in piena fronte e vedrai che quello di alberi non ne brucerà più.
C’era una volta James Bond…
Ah, piuttosto… quasi dimenticavo, se per caso ci capiterà di sentire dei rumori sospetti niente paura, è solo George Orwell che si rivolta nella tomba.
Tutte le vite che non ho vissuto
Periodicamente può succedere che il
cervello emetta dei segnali d’allarme, una specie di Bip Bip tipo un
radiofaro, alcune volte riusciamo a captarlo molte altre volte siamo più
distratti del solito e ci sfugge. Non di rado capita che uno di quei
segnali dica;
Ma io qui che cazzo ci sto a fare? Come ci sono finito?
Ti fermi un attimo, ti guardi in giro,
fai una bella analisi e realizzi che è vero, ti rendi effettivamente
conto che quella che stai facendo non è la tua vita, no, non è affatto
la vita che ti eri immaginato, quella che ti eri prefissato o che per
sommi capi avevi programmato per te, a quel punto una strana sensazione
ti pervade e si amplifica in qualcosa di più tangibile, comprendi che è
il grido di dolore di un’anima ferita, intrappolata in una tagliola che
lì non doveva esserci, è un cocktail letale fatto di rabbia,
insoddisfazione, amarezza, malinconia.
Non sono pensieri che ti entrano dentro
senza preavviso, in realtà è un virus che ti porti dietro da una vita, è
sempre stato lì, solo che a volte non basta trastullarsi nel ricordo di
ieri per lenire il dolore di oggi, quel tipo di anestetico ogni tanto
va in blocco e ti svela che quelli lì per terra non sono petali di rosa
che qualcuno al tuo passaggio ha sparso in tuo onore, sono pezzi di te
che hai perso per strada, sono piccoli frammenti del tuo cuore che la
vita ti ha strappato a morsi.
No, la vita non era affatto un semplice
corridoio che collega due stanze, alle tue spalle quella con il
seggiolone e laggiù in fondo una sedia a dondolo, c’erano diramazioni e
incroci, un po’ come le strade di una grande città nell’ora di punta e
tu sei lì col tuo cappellino da baseball di lato sulla testa, i tuoi bei
pantaloncini corti ed il preziosissimo zainetto che stai riempiendo
strada facendo, sei lì praticamente smarrito e avulso con quel lontano
ricordo della tua partenza e una vaga idea della tua meta. Si ma il
problema rimane, come ci sono finito qui? A quale bivio non ho svoltato?
Avevo una mappa? Un itinerario? Oppure ho lasciato che la folla mi
spingesse nella sua direzione?
La prima cosa che istintivamente si fa è
voltarsi indietro… caspita che ragnatela di strade e stradine! Plateiai
e stenopoi si diramano e intersecano all’infinito e capisci solo adesso
che tutti quei vicoli si andavano restringendo a imbuto man mano che ti
ci addentravi, non era impossibile tornare indietro ma difficilissimo
farci manovra. Per ognuna di loro c’era bisogno di una tassa di entrata,
ecco… Per quella laggiù dovevo continuare gli studi, e si che a scuola
ero una cima, ma come si fa a mettere un ragazzo di fronte ad un bivio? A
sinistra ci sono i libri e 500 lire in tasca se non li spendi e a
destra c’è un mondo pieno di vita che ti chiama a gran voce, Pinocchio
ha venduto l’abbecedario per andare nel paese dei balocchi, e io che
avevo meno di lui?
Per quell’altra bisognava far carriera
nel lavoro, col mio caratterino ribelle e poco propenso alla sudditanza?
Difficilina sta cosa anche se in effetti un lavoro stabile e
soprattutto uno stipendio stabile e sicuro avrebbero potuto solo
cambiare in meglio la mia vita. Per quella invece mi toccava sposare
Genoveffa e per la traversa di fronte non dovevo sposarmi. Ah l’amore,
quello strano sentimento che risiede fra l’esofago e la ragion pura,
fatto di una materia biodegradabile che lo fa sciogliere alle prime
lacrime autunnali (omissis).
Ogni singola strada principale, ogni
quartiere, ogni singolo vicolo corrisponde ad una tua scelta o ad una
scelta che qualcun altro ha fatto per te. Però, che strane creature
siamo, imbocchiamo una nuova strada sempre con la stessa felicità ed
euforia di un neonato che cerca di afferrare le farfalline che gli
girano sopra la culla per poi sentirsi come un trapezista che al buio
vola dall’altra parte con la speranza di trovare qualcuno che lo
afferri.
Boh, col senno di poi siamo tutti
grandi saggi ma sul momento chissà quali sono i meccanismi che ci
portano al fare le nostre scelte di vita? Quelle che poi si
ripercuoteranno sul nostro futuro e ovviamente sul futuro di chi di
riflesso sarà influenzato dalle nostre scelte, gli antichi Greci
ritenevano che il dio Fato era talmente potente e invincibile che anche
gli dei erano alla sua mercé, ma quelle oramai sono storielle vecchie di
tremila anni.
«
Dite al re che sono crollate le corti sfarzose, Febo non abita più qui,
non ha più lauro oracolare né sorgente che favella; l’acqua parlante si
è ammutolita. »
Oddio, c’è sempre chi ancora oggi
consulta la Sibilla ma oggi l’Oracolo di Delfi ha preso il nome di
oroscopo, mi sono sempre chiesto come mai quel giorno che sono caduto
con la mountain-bike tutti i capricorno non siano finiti all’ospedale
per la stessa causa, sicuramente loro avevano letto l’oroscopo e si sono
salvati, non c’è altra spiegazione.
Oggi siamo noi a creare il nostro
Fatum, o meglio, principalmente noi con le nostre scelte e con il prezzo
che sistematicamente diamo ad ogni nostra scelta, anche se, ahimè,
spendiamo più energie nel dare un prezzo alle cose che per tentare di
ottenerle, stiamo sempre lì ad affibbiare un valore a tutto, sopratutto
ai sogni… magari per quelli la moneta si chiama coraggio, facciamo una
stima di quel sogno e una volta stabilito valore e importanza ci
accorgiamo che non abbiamo abbastanza temerarietà nel salvadanaio,
facciamo spallucce e proseguiamo senza capire che potrebbe essere
proprio quel sogno ad elargirci il mutuo per pagarlo, e chissà quante
volte sarebbe bastato solo un piccolo obolo per imboccare una grande
strada, nessuno ci ridarà tutte le vite che non abbiamo vissuto e
nessuno ci perdonerà mai di non aver saputo cavalcare quel sogno.
Certo, capita anche che qualsiasi obolo
versiamo quella sbarra non si alzi, se ne resta lì a precluderci il
passaggio in attesa di chissà quale sacrificio o manufatto da inserire
nell’incavo del muro manco fossimo Lara Croft, no, no, no, e che cazzo…
vuoi una sigaretta? Bello sarebbe poter almeno vedere il trailer delle
puntate successive per capire quale sarebbe la scelta di vita più
giusta, ma è noto che all’inizio di ogni strada c’è solo la targa con il
nome della via, nessuna posologia, nessun avvertimento sugli effetti
collaterali, credo però che la cosa peggiore di tutte quando non si sa
che direzione prendere sia quella di sedersi sul marciapiedi e aspettare
quel qualcosa o qualcuno che ci indichi la via, magari una guida o
magari quell’alba di un nuovo giorno che ci porterebbe nuova luce e
nuova linfa, ma non sarebbe più semplice a quel punto andare verso est?
Muoversi in direzione del sole senza aspettare che siano i suoi primi
raggi ad arrivare da noi?
C’è anche da fare un’altra
considerazione, non meno importante delle altre, qualcosa tipo il
paradosso di Fermi con l’equazione di Drake, vabbè, lasciando perdere la
fisica pura intendevo che a volte i punti segnati con la “X” sulla
nostra mappa della vita risultano lontani non solo nello spazio ma anche
nel tempo, quante volte si incontra la persona giusta nel momento
sbagliato? E quante volte non abbiamo la maturità necessaria per
sfruttare al meglio quel determinato evento?
Si sa, l’esperienza è quella cosa che
si ottiene nel momento immediatamente successivo a quello in cui ti
sarebbe servita, quell’insegnante crudele che prima ti fa l’esame e poi
ti spiega la lezione, la vita esige audacia e occorrerebbe saper
riconoscere e cogliere sempre ogni opportunità perché prima o poi passa
quel tram che va nella nostra direzione ma non esiste vento favorevole
per il marinaio che non sa dove andare, tuttavia è solo dopo esser
giunti a destinazione che la nostra vera natura si rivelerà in totum,
ognuno di noi può essere un costruttore o un giardiniere, i primi
passeranno anni di duro lavoro nel costruire la propria esistenza ma
prima o poi ultimeranno l’edificio e se da un lato potranno godere della
propria opera dall’altro se pur ben riparati da quelle quattro mura non
avranno altri stimoli, diverranno dei pantofolai e di quella casa
vivranno solo il divano, i giardinieri invece saranno costantemente
impegnati sia nella costruzione del giardino che nel suo mantenimento,
soffriranno le intemperie, subiranno pioggia vento e sole a picco,
avranno costantemente delle faccende da sbrigare, l’erba che cresce,
quel ramo da potare, quella pianta da concimare, saranno quotidianamente
vincolati ma guadagneranno sempre una nuova primavera, godranno sempre
dello sbocciare di un nuovo fiore.
La cosa fondamentale non è tanto il trovare quel giardino da progettare e
accudire o quell’edificio da costruire, quel tesoro da trovare ad ogni
costo si rivelerebbe sempre una pragmatica utopia, no la cosa più
importante e rintracciare prima gli strumenti per scoprirlo e poi se non
lo si trova pazienza, avremo almeno tentato, Katsumoto nell’ultimo
samurai diceva che il fiore perfetto è una cosa rara, se si trascorresse
la vita a cercarne uno non sarebbe una vita sprecata.
A conti fatti avrei potuto vivere mille
vite diverse da questa ma per un milione di motivi mi ritrovo qui, e
senza nessun preconcetto fatalista o determinista mi sa che sia proprio
questa la migliore delle mie vite possibili, o per meglio dire, la
migliore fra tutte le portate del menu, perché purtroppo il più delle
volte falla come vuoi ma sempre lì vai a finire, la nostra vita dipende
essenzialmente da tutti gli incroci possibili e immaginabili e da tutti
gli eventi che si verificano in essa, ma capita che indipendentemente
dagli eventi, dalle collisioni che il nostro Fatum subisce ci si
ritroverà sempre e inevitabilmente nello stesso posto anche se da altre
vie, che si riesca o meno a prendere quella metropolitana prima o poi
incontreremo sempre quella stessa persona che raccoglierà quel nostro
orecchino caduto in ascensore (Sliding doors), nessuno si aspetta
l’inquisizione spagnola.
Ora, siamo sinceri… quello che di
sicuro farà la differenza per chi parte per il viaggio della vita è il
tipo di calzature che si ritroverà ai piedi, se il Papy danaroso
equivale ad un bel paio di pattini, un’altro sarà degli scarponcini da
trekking, un’altro ancora un paio di scarpette…
Quasi quasi mi torna in mente quella
pubblicità del caffè quando a farla c’era Tullio Solenghi, vi ricordate?
Era in paradiso e vedeva tutti gli altri con un bel paio di ali, chiede
a San Pietro (Riccardo Garrone) come averle anche lui e quest’ultimo lo
indirizza all’Ufficio ali, torna con un paio di alette piccole e
insignificanti e alla domanda di San Pietro; Ma come viene a volare?
Risponde;
Nzommaaa volo, volo basso, radente… Pietro queste m’hanno dato.
Qualcuno ha visto le mie infradito da qualche parte? Eppure ero convinto di averle messe qui da qualche parte, e vabbè… pazienza!!
La maledizione dello spirito libero
Dal vangelo secondo Bennato
Stasera arrivo a casa e aprendo la mail mi ritrovo due notizie di quelle che farebbero incazzare chiunque… figuriamoci uno come me che incazzato c’è nato.La prima è tanto assurda quanto di normale amministrazione.
http://it.notizie.yahoo.com/raccolta-fondi-deputati-spesati.html
La “Casta” non fa beneficenza, succede a Catania, dove per partecipare ad un torneo di beneficenza tra le nazionali; magistrati, amministratori locali e parlamentari, questi ultimi hanno preteso che fossero totalmente spesati, viaggio, vitto e alloggio.
Tipiche facce da culo ho subito pensato, ma poi continuando a leggere vedo che a fine partita quando qualcuno gli ha chiesto un piccolo contributo per l’acquisto di tre carrozzelle per bimbi disabili hanno rifiutato, Rifiutato? Gente che viaggia a zero spese, gente che dichiara un reddito di 1 milione e 800 mila euro l’anno si rifiuta?
Niente e nessuno li obbligava, figuriamoci, ma cazzo… vergognatevi buffoni.La seconda notizia non cambia di tanto dalla prima.
http://it.omg.yahoo.com/blog/oh-my-music/bufera-sul-festival-di-sanremo-commissariato-114118457.html?nc
Festival di Sanremo commissariato, e perché? Per l’intervento di Celentano? E che avrà mai detto?
Apro YouTube e mi vado a rivedere il molleggiato nazionale… parla di preti che si occupano di politica e non di religione, dice che giornali inutili come “L’avvenire” e “Famiglia Cristiana” andrebbero chiusi, si chiede come è possibile che la Corte Costituzionale bocci una raccolta di 1 milione e 200 mila firme per due quesiti referendari, e che avrà mai detto?
La verità, è questa la sua unica colpa, quella di aver espresso il suo pensiero di libero cittadino, ma purtroppo viviamo in una favola, purtroppo Mangiafuoco era in ascolto…
“Ma se scopre che i fili non ce l’hai, se si accorge che il ballo non lo fai allora sono guai e te ne accorgerai, attento a quel che fai, attento ragazzo che chiama i suoi gendarmi e ti dichiarerà pazzo.”
Non riusciamo ancora a capire quanto spesse stiano diventando le barre delle nostre gabbiette, non riusciamo ancora a comprendere che ci stiamo avviando a grandi passi verso uno stato di regime fascista e totalitario.
Svegliamoci, è ora di ribadire che siamo noi i sovrani e non i sudditi, è ora di prendere a calci in culo ogni politico e prete che ci capiti davanti. E che non mi si accusi di essere troppo crudo, faccio già un grande sacrificio a scrivere “Calcio in culo” al posto di qualcos’altro.
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